Padre nostro
La preghiera che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli
Leggi tutto →Imparare a pregare · 5/5
Trasformare i primi tentativi in una vita di preghiera stabile, con strumenti concreti contro lo scoraggiamento.
Sai perché pregare, hai un momento e un luogo, conosci le preghiere della tradizione e sai ascoltare la Parola. Resta la cosa più difficile: continuare. Questa ultima lezione raccoglie ciò che aiuta a durare, perché la preghiera diventi parte della vita e non un buon proposito di gennaio.
Quasi nessuno smette di pregare per una decisione. Si smette per scoraggiamento: una settimana saltata diventa un mese, e il mese diventa la convinzione di non essere fatti per questo. Lo scoraggiamento si nutre di due pensieri falsi: non sono capace, e ormai è troppo tardi.
Entrambi vanno smontati subito. Non si tratta di essere capaci, ma di essere presenti. E non è mai troppo tardi: Dio non tiene il registro delle assenze. Se hai saltato un mese, domani riprendi come se nulla fosse.
Le abitudini nuove sopravvivono se si appoggiano su abitudini vecchie. Collega la preghiera a qualcosa che fai comunque ogni giorno:
Così la preghiera non è più un impegno in più, ma il modo in cui vivi ciò che fai già.
La sera prima, lascia tutto pronto: il libro di preghiere aperto, la Bibbia sul tavolo, la candela con i fiammiferi accanto. Al mattino non dovrai decidere nulla, solo sederti. Più piccola è la fatica iniziale, più probabile che la preghiera avvenga.
E una regola che vale oro: non toccare il telefono prima di aver pregato. Se lo usi per le letture del giorno, apri solo quell'app.
Quando i cinque minuti saranno diventati stabili, puoi crescere. Non raddoppiare: aggiungi due o tre minuti, oppure un elemento nuovo. Qualche passo possibile:
Ogni passo va fatto solo quando il precedente è solido.
La preghiera personale ha bisogno di una comunità. Partecipa alla Messa domenicale: è la preghiera più grande, e sostiene tutte le altre. Trova una persona con cui condividere il cammino, anche solo con un messaggio: ho pregato. Se puoi, entra in un gruppo di preghiera o di lettura del Vangelo in parrocchia.
E ricorri ai sacramenti: la confessione periodica toglie i pesi che rendono la preghiera faticosa.
Ogni tanto, magari una volta al mese, fermati a guardare indietro. Che cosa è cambiato in me? Dove faccio fatica? Che cosa mi ha aiutato? Tieni un piccolo quaderno: rileggerlo nei momenti di aridità è una grande consolazione.
Riprendi il foglio scritto nella prima lezione, con il perché volevi imparare a pregare. Rileggilo e aggiungi sotto tre righe: che cosa hai scoperto in queste settimane, qual è il momento della giornata che hai scelto definitivamente, e quale sarà il tuo prossimo piccolo passo. Poi fai il segno della croce, recita un Gloria al Padre per ringraziare del cammino fatto, e domani ricomincia come ogni giorno.
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