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Morning Prayer

Imparare a pregare · 3/5

Le preghiere della tradizione: Padre nostro, Ave Maria, Gloria

Imparare a usare le preghiere che la Chiesa recita da secoli senza che diventino meccaniche.

Quando le parole proprie non vengono, la Chiesa ci presta le sue. Le preghiere della tradizione non sono una stampella per chi non sa fare meglio: sono il modo in cui milioni di cristiani, da duemila anni, parlano a Dio con le stesse parole. Imparare a pregarle bene è il secondo passo del cammino.

Perché usare formule

Qualcuno obietta che le preghiere imparate a memoria sono meccaniche. Possono diventarlo, ma hanno tre vantaggi enormi. Sono sempre disponibili, anche quando siamo stanchi o confusi. Ci uniscono alla Chiesa intera, che le recita con noi. E ci insegnano a pregare: dicono a Dio cose che da soli non avremmo pensato di dire.

Il segreto è recitarle lentamente, con attenzione a ogni frase.

Il Padre nostro

È la preghiera che Gesù ha insegnato personalmente. Contiene tutto: la lode (sia santificato il tuo nome), il desiderio del Regno, l'abbandono (sia fatta la tua volontà), la richiesta del necessario (il pane quotidiano), il perdono ricevuto e dato, la protezione dal male.

Prova a recitarlo fermandoti dopo ogni frase e chiedendoti che cosa significa per te oggi. Sia fatta la tua volontà: in quale situazione concreta faccio fatica a dirlo? Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo: chi devo perdonare?

L'Ave Maria

La prima parte è Vangelo puro: il saluto dell'angelo e le parole di Elisabetta. La seconda è la supplica della Chiesa: prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Ogni Ave Maria mette insieme due momenti decisivi: questo istante e l'ultimo.

Recitandola, immagina di dire a Maria ciò che l'angelo le ha detto, e poi di chiederle di stare con te. È una preghiera di affidamento, non di adorazione: Maria ci porta sempre a Gesù.

Il Gloria al Padre

È la più breve e la più pura: non chiede nulla, loda soltanto. Recitarla alla fine di ogni preghiera ricorda che il centro non siamo noi con i nostri bisogni, ma Dio con la sua grandezza. Dilla lentamente, pensando alla Trinità: Padre che crea, Figlio che salva, Spirito che santifica.

Il Credo e l'Atto di dolore

Due formule da aggiungere presto. Il Credo, nella forma del Simbolo apostolico, riassume la fede e la rinnova ogni volta che lo recitiamo. L'Atto di dolore insegna a chiedere perdono con le parole giuste: dispiacere, fiducia nella misericordia, proposito di cambiare. È perfetto alla fine della giornata.

Un ordine semplice

Per la tua preghiera quotidiana puoi seguire questa sequenza:

  • segno della croce e un minuto di silenzio;
  • Padre nostro, lentamente;
  • Ave Maria;
  • un pensiero personale: grazie, scusa, per favore;
  • Gloria al Padre;
  • segno della croce.

In tutto, cinque o sette minuti.

Esercizio pratico

Oggi recita il Padre nostro una sola volta, ma in modo diverso: dopo ogni frase fermati e resta in silenzio per dieci secondi, lasciando che quella frase ti parli. Alla fine chiediti quale frase ti ha colpito di più e perché. Domani fai lo stesso con l'Ave Maria. Non aggiungere altro: la lentezza è la lezione.

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